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NEURONAVIGAZIONE
La neuronavigazione è la tecnica che consente di visualizzare in tempo reale sull’immagine di RMN o TC la posizione intraoperatoria, permettendo un ottimale orientamento anatomico durante l’intervento chirurgico. Gli studi TC e RMN sono “caricati” sul neuronavigatore in modo che il software della macchina rielabori le immagini adattandole in uno spazio tridimensionale.
I passaggi operativi sono i seguenti:
1. Acquisizione delle informazioni diagnostiche. Il paziente esegue una RMN o una TC i cui dati sono trasferiti nel computer del neuronavigatore. L’acquisizione delle immagini avviene previo il posizionamento di reperi sulla cute del cranio (fiducial markers), in modo da fornire al software del neuronavigatore delle coordinate fisse su cui basarsi nella ricostruzione dello spazio tridimensionale.
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2. Elaborazione delle immagini. Il software del neuronavigatore ricostruisce in 3D lo spazio scansionato con l’imaging. In questa fase è possibile l’integrazione dei dati morfologici con i dati funzionali della fMRI, potendo ottenere, come risultato finale, una ricostruzione mista anatomo-funzionale, estremamente pratica per il chirurgo che ha quindi a disposizione una duplice informazione, sullo stesso supporto (il monitor del neuronavigatore) durante l’intervento.
3. Calibrazione del neuronavigatore in sala operatoria. Dopo la somministrazione
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dell’anestesia e il posizionamento del paziente sul tavolo operatorio, si procede alla calibrazione del sistema di riconoscimento spaziale. La sonda-puntatore viene posizionata sul centro di ogni repere (fiducial marker), in modo da fornire la posizione nello spazio di tale punto in relazione alla posizione del repere fisso. Quest’ultimo repere è connesso alla testiera che sostiene il cranio del paziente. Una volta eseguita la calibrazione, è possibile rimuovere i reperi, e la sonda puntatore, in ogni momento, sarà individuata sul monitor del neuronavigatore grazie alla misurazione della distanza dal repere fisso.
4. Pianificazione dell’intervento. Si tratta del momento iniziale dell’intervento, in cui la visualizzazione istante per istante della posizione della sonda consente di prendere decisioni fondamentali quali la scelta dell’accesso e le dimensioni del lembo in rapporto alla sede della lesione da trattare. L’informazione essenziale che il Neuronavigatore ci mostra sono le ricostruzioni simultanee delle immagini RM e TC in assiale, sagittale e coronale, intersecate nel punto da noi scelto. Il neuronavigatore consente di identificare il miglior tragitto per aggredire la lesione in considerazione del suo aspetto tridimensionale e degli spostamenti dalle strutture contigue. Possiamo quindi valutare un bersaglio chirurgico, elaborare la congiunzione tra i due punti migliori, il punto di entrata ed il bersaglio e considerare infine l’aspetto tridimensionale della massa da aggredire. Tutte queste valutazioni, pianificate alla consolle, possono essere fatte sapendo che i riferimenti anatomici in gran parte saranno ottenuti dal computer e non ci sarà il bisogno di reperi anatomici tradizionali.
Con questi principi una lesione può essere asportata praticamente da qualsiasi sede. Il limite è dato, in taluni casi, dalla contiguità della lesione con parenchima cerebrale coinvolto nell’esecuzione di importanti compiti funzionali e che pertanto deve essere salvaguardato nelle fasi di raggiungimento e di escissione della lesione.
La possibilità di una pianificazione teorica dell’intervento e l’aiuto di una guida computerizzata durante il procedimento hanno creato una mentalità nuova su come considerare lo spazio encefalico, portando a dei ragionamenti innovativi sulle indicazioni e sugli approcci chirurgici, e risolvendo il primo problema della neurochirurgia che è l’orientamento spaziale anatomico.
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Last Updated (Monday, 14 February 2011 15:55)


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