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RISONANZA MAGNETICA FUNZIONALE
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Le nuove acquisizioni fisiopatologiche e tecnologiche hanno reso la neurochirurgia oncologica sempre più capace di ottenere un’asportazione massimale di tessuto patologico con la preservazione della funzionalità d’organo.
Nelle resezioni di tessuto cerebrale posto in stretta vicinanza con le cosiddette “aree eloquenti”, è evidente la necessità di poter usufruire di strumenti allo stesso tempo potenti e innocui per il paziente. Il mappaggio corticale è l’area di ricerca che ha come obiettivo la localizzazione di tali zone sulla superficie cerebrale. Le tecniche con cui tale studio è stato effettuato nel corso della storia si sono evolute fino alla stimolazione corticale diretta. Tale metodica è capace di identificare con elevata precisione determinate zone funzionali della corteccia cerebrale.
La risonanza magnetica funzionale fornisce al neurochirurgo informazioni sull’anatomia funzionale dell’encefalo del paziente prima dell’intervento chirurgico. Con queste informazioni e mediante l’utilizzo delle moderne tecniche di neuronavigazione, il neurochirurgo potrà:
• Definire con buona approssimazione, già prima dell’intervento, quali saranno i rischi di deficit funzionali dopo la resezione, e quanto elevati.
• Decidere, prima dell’intervento, quale corridoio chirurgico utilizzare e l’entità del lembo operatorio.
• Rispettare, durante l’esecuzione dell’intervento, le aree funzionalmente eloquenti evidenziate alla fMRI, praticando una chirurgia guidata in tempo reale, grazie all’utilizzo del neuronavigatore e basata su informazioni personalizzate per ogni paziente, ovviando alla variabilità interindividuale dei reperi anatomici tradizionali.
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Last Updated (Monday, 14 February 2011 00:15)


Risonanza Magnetica Funzionale

